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2 Criticità che in cantiere tornano spesso

Le ferie ci hanno dato il tempo di mettere in ordine due criticità che in cantiere tornano spesso e che sono fondamentali nell’ottica del “non consumare”.

Le ferie servono anche a questo: a fermarsi e a guardare con più calma quello che, nei cantieri, torna con una certa regolarità.

Quest’estate abbiamo dedicato tempo a due criticità che riguardano i motori per avvolgibili: la perdita del finecorsa elettronico/radio e la perdita del finecorsa meccanico. Non sono casi isolati e, nella nostra esperienza, quasi mai dipendono da un “motore difettoso” in sé. Più spesso nascono dal modo in cui la linea è alimentata, dal tipo di comando centralizzato o da un piccolo gioco meccanico sul rullo.

Per questo abbiamo deciso di trasformare queste osservazioni in un report operativo. Non è un manuale di prodotto: è un’analisi di campo, scritta per chi installa, per l’elettricista e per chi deve capire se intervenire sulla linea, sul comando o sulla scelta del motore.

1. Perdita del finecorsa elettronico/radio
Sui motori con memoria elettronica la causa più frequente è un calo o uno sbalzo di tensione sulla linea predisposta in cantiere. Anche pochi millisecondi sotto soglia possono resettare la scheda e far perdere i punti di finecorsa.
Succede soprattutto quando la linea delle tapparelle condivide la fase con carichi pesanti, quando i cavi sono sottodimensionati o troppo lunghi, oppure quando i collegamenti (fase permanente, fase comandata, neutro) non sono stabili.
Nel report indichiamo cosa misurare sotto sforzo, perché conviene una linea dedicata e in quali casi, se l’impianto non è modificabile, un motore a finecorsa meccanico resta la soluzione più robusta.

2. Perdita del finecorsa meccanico
Qui la memoria non è elettronica: è fisica, fatta di ingranaggi e corona contagiri. Il motore non “dimentica” per un blackout. Si sregola, invece, se arriva corrente di ritorno da un parallelo sbagliato sul comando centralizzato, oppure se il tubo ha gioco e la corona slitta di poco a ogni ciclo.
Quel millimetro, dopo qualche settimana, diventa un giro intero.
Nel report spieghiamo perché i motori non vanno mai messi in parallelo diretto, perché servono relè o moduli di separazione, e cosa verificare sul rullo, sulla vite di fissaggio e sulla calotta opposta.

L’obiettivo è semplice: avere un riferimento condiviso prima dell’intervento, così si lavora sulle cause e non solo sul sintomo.

Il documento è a disposizione di progettisti, posatori, elettricisti e clienti che stanno valutando o già utilizzando i nostri sistemi.

Clicca qui per scaricare il REPORT OPERATIVO

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